L’amministratore di condominio comunica via WhatsApp: in questi casi però è contro la legge

WhatsApp può essere usato nei gruppi condominiali, ma l’amministratore di condominio non può fare assolutamente questa cosa.

Negli ultimi anni anche la comunicazione di tutti i giorni nella vita condominiale è cambiata, perché sempre più spesso gli amministratori usano WhatsApp per parlare con i condomini in modo rapido e diretto. Un messaggio arriva subito, tutti lo leggono e si evitano telefonate o lettere, ma bisogna subito essere chiari su un punto, ovvero che questa abitudine non è sempre lecita e in alcuni casi può essere addirittura contro la legge.

persona guarda whatsapp
L’amministratore di condominio comunica via WhatsApp: in questi casi però è contro la legge (Comefaccioper.it)

Partiamo dunque da quello che si può fare con WhatsApp: questo strumento di messaggeria istantanea è davvero molto comodo, perché le informazioni arrivano in tempo reale, ed è fondamentale per avvisare che ci saranno lavori nell’androne e le date rispetto alle quali verranno avviati, oppure che l’ascensore sarà fermo per manutenzione, ancora per comunicare variazioni riguardanti i giorni di pulizia degli spazi comuni o infine per ricordare una riunione già fissata.

La questione della privacy nei gruppi condominiali su WhatsApp

In buona sostanza, via WhatsApp possono passare tutta una serie di comunicazioni semplici e informali, che servono solo a informare e non ha valore legale. Il discorso cambia e potrebbe essere soggetto a discussioni se per i messaggi via WhatsApp vengono fatte passare ben altre comunicazioni, ad esempio quelle riguardanti la privacy dei condomini. La questione della tutela della privacy e dei dati personali, peraltro, si ripropone anche per altre questioni.

persona legge lo smartphone
La questione della privacy nei gruppi condominiali su WhatsApp (Comefaccioper.it)

La prima riguarda proprio la creazione del gruppo WhatsApp: quando un amministratore avvia questo percorso, utilizza e condivide i numeri di telefono dei condomini. Ma il numero di telefono è un dato personale e, come tale, deve essere trattato nel rispetto delle regole previste dal GDPR e dal Codice della Privacy. Questo significa che l’amministratore non può inserire una persona in un gruppo senza il suo consenso e deve usare questo strumento con molta attenzione.

Che cosa non può fare l’amministratore di condominio via WhatsApp

C’è poi un’altra problematica legale, ovvero quando si parla di comunicazioni ufficiali, come la convocazione dell’assemblea condominiale, l’uso di uno strumento come WhatsApp è totalmente fuori dalle regole. L’articolo 66 delle disposizioni di attuazione del Codice civile stabilisce infatti che l’avviso di convocazione deve essere inviato con strumenti che garantiscono certezza e tracciabilità, e la messaggistica istantanea non rientra tra questi.

uomo in ufficio guarda un messaggio sul telefono
Che cosa non può fare l’amministratore di condominio via WhatsApp (Comefaccioper.it)

Insomma, una comunicazione ufficiale come quella che riguarda l’assemblea condominiale può arrivare via raccomandata, PEC, fax o anche consegna a mano, ma non per altri mezzi come WhatsApp, che non danno assolutamente garanzie sicure sulla ricezione del messaggio, sulla data di invio e sull’identità di chi lo riceve. Se dunque un amministratore convoca l’assemblea solo tramite WhatsApp, la convocazione è irregolare e l’assemblea può essere impugnata dai condomini assenti o dissenzienti.

Gestione cookie