I corsi gratuiti di Google sull’AI arrivano in Italia: saranno 100.000 licenze, ecco come partecipare

Un’occasione rara: portare l’AI fuori dai convegni e dentro la vita di tutti i giorni. Google apre 100.000 posti gratuiti ai suoi corsi, con un piano che tocca università, lavoro e scuola. È un invito ad agire, non a “capire un giorno”.

Partiamo da un’idea semplice: l’AI è utile quando diventa pratica. Google ha scelto questa strada. Prima i fondamentali, poi i grandi progetti. In Italia arrivano nuove risorse per la formazione e la ricerca, con un obiettivo chiaro: mettere strumenti nelle mani delle persone, non solo slide nelle conferenze.

intelligenza artificiale e Google
I corsi gratuiti di Google sull’AI arrivano in Italia: saranno 100.000 licenze, ecco come partecipare

Il cuore del piano è concreto. Google rende disponibili 100.000 licenze gratuite per seguire i suoi percorsi sull’intelligenza artificiale ospitati su Coursera. Niente costi d’ingresso, niente barriere tecniche. Si studia con moduli brevi, orientati al fare. Tra i contenuti ci sono Google AI Essentials e Google Prompting Essentials, più lezioni su scrittura assistita, analisi dati e ricerca di lavoro. Al termine arriva un certificato ufficiale Google: spendibile in CV e profili professionali.

Fin qui, l’idea. Ma il punto decisivo è come arriva alle persone. L’iniziativa usa una rete di partner lungo il Paese: atenei tradizionali, università online, realtà associative.

Come partecipare: licenze e partner

Le licenze saranno distribuite tramite soggetti che molti conoscono già. Tra i partner figurano Università Luiss Guido Carli, Campus Bio-Medico di Roma, il gruppo Multiversity con Pegaso, Mercatorum e San Raffaele Roma, eCampus e il sindacato SLC CGIL.

In pratica: se sei studente, persona in cerca di lavoro o lavoratore che vuole aggiornarsi, puoi rivolgerti a uno di questi canali quando le assegnazioni vengono aperte. Non esiste (al momento) un unico sportello centrale; la disponibilità passa dai partner. Conviene verificare sui loro siti o contattare gli uffici orientamento e formazione.

Cosa ci si può aspettare, concretamente? Un junior analyst che impara a impostare prompt chiari per sintetizzare report. Una recruiter che usa l’AI per preparare annunci inclusivi e screening preliminari. Uno studente che organizza una tesi con un piano di lettura, riassunti e bibliografie strutturate. Il filo è sempre lo stesso: meno tempo sugli automatismi, più attenzione al giudizio umano.

Ricerca e scuola: un effetto a catena

Il capitolo ricerca passa da Google.org. Verranno sostenuti il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Università di Catania con progetti su applicazioni scientifiche e tecnologiche dell’AI.

L’obiettivo è rafforzare il legame tra università e innovazione e trattenere competenze avanzate in Italia. I dettagli dei singoli progetti non sono ancora pubblici; la direzione però è netta: più capacità di sperimentare, più collaborazione tra discipline.

Capitolo scuola. In collaborazione con Fondazione Mondo Digitale, Google formerà circa 7.000 docenti, con l’ambizione di coinvolgere 140.000 studenti. Non solo “come si usa un tool”, ma anche come valutarlo con spirito critico: quando fidarsi, quando fermarsi, come riconoscere bias e limiti.

Un insegnante che sa padroneggiare questi passaggi può trasformare una classe: rubriche chiare, compiti più autentici, feedback mirati.

Alla fine, la domanda è semplice: cosa ci farai, tu, con una licenza in mano? La tecnologia accelera, ma la scelta resta umana. Forse è il momento di aprire quel corso, provare un prompt, misurare cosa cambia nel tuo lavoro domani mattina. L’AI non è lontana: è nella prossima ora che decidi di dedicare a impararla.

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