I racconti di Giosafatte e del suo settimo nipote, il libro di Rosso Capuano

I racconti di Giosafatte del suo settimo nipote. L’identità ebraica svelata, sono l’opera prima dello scrittore napoletano Rosso Capuano. Una parte delle storie contenute nel libro è una libera trasposizione dal dialetto all’italiano dei racconti del nonno Giosafatte, mentre altre storie sono la cronaca di fatti della vita reale della comunità del luogo natio a cui lo scrittore sente di appartenere. Il sottotitolo L’identità ebraica svelata allude alla scoperta dell’autore di tracce dell’origine israelitica di una parte della comunità che popola i Campi Flegrei proprio nei racconti tramandatigli dal nonno Giosafatte, che era già evidente nella conservazione dei nomi biblici ricorrenti come Mosè, Giosuè, Giacobbe, Giosafatte, Giona, Ester, Giuditta, Lia ecc. e in diversi cognomi come Salemme, Cordova, Rabbino, Filisdeo ecc.

Ricordando suo nonno, l’autore Rosso Capuano racconta:

Il nonno era un grande affabulatore e con il suo repertorio di storie, ballate, favole, racconti di vita, intratteneva i suoi nipoti, quando il freddo e il mal tempo lo costringevano a casa. Con la buona stagione, camminando lentamente con il bastone, Giosafatte incantava la gente di passaggio alla stazione di Torregaveta, capolinea sul mare della Ferrovia Cumana e qualche passante perdeva anche il treno per ascoltare la conclusione di una storia o la fine di qualche lunga ballata in versi.

Il professor Giovanni Pugliese, critico letterario, scrive a proposito della raccolta:

i racconti di Capuano sono tutti di grande bellezza e leggerezza, un ruscello carsico che riemerge in terreni disseccati, narrazioni costruite in una lingua chiara, di una maturità espressiva sorprendente..

Ottavio di Grazia, professore di storia delle religioni del Mediterraneo  dell’ Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa ed esperto di ebraismo scrive:

Queste storie nascono dal vorticoso fluire della memoria: soggettiva e collettiva. Storie narrate dal nonno dell’autore Giosafatte o Giusafàt, come suona nel dialetto della sua terra, Bacoli, terra di miti e leggende, di storie cancellate, di migrazioni, i storie di abbagliante bellezza… Storie che attraversavano luoghi che erano immagini di memoria illuminante da un particolare, da un dettaglio che poteva sembrare arbitrario, che comuoveva, che intrivaga e che apriva a potenziali altre storie come un infinito midrash, attraverso l’affascinante fondersi di segni e parole in irreversibile espansione. Storie incantevoli, drammatiche e leggere che sono la staordinaria testimonianza che si affida a racconti i cui personaggi sono tratteggiati in modo indimenticabile, le cui voci sono salvate e ci invitano a salvare la nostra memoria.

La raccolta comprende nove storie suddivise in due parti:

Parte I

  • Il Testamento n 1
  • Il Testamento n 2
  • Morte di un Giusto
  • Il Testamento n 3. L’usuraio della Basilicata
  • Non Bestemmiare

Parte II

  • Fortuna
  • Furba
  • Il ritorno della Sibilla
  • La Janara

Le storie sono popolate da personaggi vissuti a cavallo della fine dell’800 e degli inizi del ‘900, che andavano a letto subito dopo il tramonto per poi svegliarsi alle prime luci dell’alba e raggiungere i campi da coltivare o il mare per la pesca. I racconti della prima parte racchiudono una morale  o un insegnamento; quelli della seconda parte intrecciano sentimenti, credenze popolari e ricordi di un lontano passato di una terra abitata da diverse etnie nel corso dei secoli. La raccolta dei racconti è permeata di una ironia accostata al wit della letteratura ebraica.

Il prof. Giuseppe Nappi scrive:

(…)Il lavoro è veramente pregevole sotto tutti gli aspetti: per la prosa scelta, che passa dal nitore della migliore tradizione letteraria, alle agili e vive espressioni popolaresche e del linguaggio parlato che, con la loro essenzialità, vanno diritto alla sostanza dei concetti con un ritmo veloce e coinvolgente; per la caratterizzazione dei personaggi e dei soggetti, una galleria significativa di figure vere, autentiche, appartenenti ad un mondo arcaico.
Il fascino di un mondo mitico, filtrato dal ricordo dei racconti di nonno Giosafat, ha poi, il potere speciale di recuperare quella parte affettiva e romantica dell’età giovanile che ognuno si porta dentro, capace di resuscitare la memoria e l’immagine di una umanità semplice ed umile, ma vera ed autentica, suscitatrice a volte di emozioni forti, primitive, a volte di sentimenti teneri, capaci di commuovere(….)

Rais Esposito, autore teatrale e scrittore commenta:

Come un paziente archeologo Capuano ha disotterrato questi piccoli cimeli del nostro recente passato, con cura li ha spolverati e poi li ha esposti nella vetrina del Grande Museo della nostra identità.
Storie minimaliste, “cunti” davanti al… braciere, favole di arguzia e saggezza contadina presentate con ironia e chiarezza letteraria.
Giosafatte abitava a Torregaveta, posto strano, borgo di confine da dove si puo solo tornare indietro, capolinea di tutto, capitale del vattiggio perpetuo e della salsedine alle finestre quando si getta ostinata contro il ponente (..)

Note Biografiche

Rosso Capuano, il cui vero nome di battesimo è Rosario Mario, è nato l’undici Aprile del 1946 a Torregaveta, nel comune di Monte di Procida e risiede a Bacoli (provincia di Napoli). Ha completato i suoi studi di lingue antiche e moderne dell’Europa Occidentale dall’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Professore di Lingua e Letteratura Inglese, ha insegnato nel corso della sua carriera negli istituti i scuola secondaria superiore.

I Racconti Di Giosafatte e del suo settimo nipote

L’identità ebraica svelata

Antonio Pisano Editore

Collana Casa della Vita Narrativa & Poesia

Pozzuoli 2010

Si può acquistare online su: http://www.pisanoeditore.it/

Presso le librerie di Napoli e di tutte le librerie dei Campi Flegrei

Per le librerie rivolgersi alla distribuzione Gallina Editore

3 commenti su “I racconti di Giosafatte e del suo settimo nipote, il libro di Rosso Capuano

  1. sono l ottavo nipote.spero di poter leggere quando prima questo libro,sono molto emozionato dai ricordi del mio grande nonno.

    • Ciao GiòGiò,
      Sono Rosario, il settimo nipote, ti abbraccio forte forte. Il libro ce l’ha Titina e purtroppo non ho altre copie da regalare, altrimenti te lo spedirei.

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